A Magic music

Santo Stefano di Sessanio appare come un luogo sospeso nel tempo, dove architetture in pietra, scorci e prospettive si intrecciano in un paesaggio che trasforma il borgo in una galleria a cielo aperto, espressione di bellezza, memoria e identità del territorio.

Autore: Giacomo Sinibald

Il progetto ricorda la tragedia dell’Hotel Rigopiano come un confine improvviso tra vita e morte, dove il destino ha colpito persone innocenti in un istante di quotidiana serenità, rendendo memoria, rispetto e silenzio elementi centrali del racconto.

Autore: Euliano Tarantelli

 
 

Il corpo è il confine dell’esperienza umana, ma attraverso immaginazione e coscienza l’individuo si apre all’infinito, superando le dualità di luce e buio, materia ed energia, vita e morte, in una visione unitaria e onirica dell’esistenza.

Autrice: Rossella Quitadamo

Nubivaga

Rossella Quitadamo

Il corpo è il mio confine. Non ho ali per il cielo, non ho branchie per respirare il mare, non sono che un attimo su questo Pianeta.

Però la mia consapevolezza si può estendere fino a dove arriva la mia immaginazione.

Dietro ai miei occhi i pensieri volano liberi come farfalle: vedo i colori vibrare, ascolto l’energia del Creato.

Chiusa dentro me stessa, entro in comunione con l’infinito: l’Universo e tutte le sue dimensioni sono dentro di me. Scopro che

non esistono confini tra buio e luce, pieno e vuoto, vita e morte.

Il molteplice è solo un’illusione e dunque la terra può diventare acqua, l’acqua diventa fuoco, il fuoco aria, l’aria diventa coscienza

e tutti i colori dell’arcobaleno si fondono in un immenso luminoso palpitante bianco…

Non ci fate caso, sono una nubivaga, ho sempre la testa tra le nuvole, vago in maniera errabonda tra fantasia e sogno.

Neve

Euliano Tarantelli

Un tragico appuntamento con il destino, come una sorta di “confine” temporale, è stato quello delle ore 16:41:59 del 18 gennaio 2017 per 29 persone, delle 40 presenti nell’ormai tristemente noto resort “Hotel Rigopiano”. 

Preceduta da istanti di divertimento, opulenza conviviale e relax, per loro la tragedia si è tristemente consumata in pochi secondi con un violento passaggio dalla vita alla morte a causa della valanga che ha abbattuto il resort. Concausa il terremoto che avrebbe, forse, attivato la valanga.

Unica colpa delle vittime è stata quella di essere in quel luogo, in quel giorno, in quell’istante, a godersi in relax una vacanza, tragicamente ignare di quell’appuntamento con il destino a cui erano state chiamate. 

A loro ed alla loro memoria va sempre e comunque onore e rispetto.

Lo stesso tragico “confine” ha condiviso anche “Neve”, il cane pastore abruzzese considerato la mascotte dell’Hotel, risultato la trentesima vittima.

ATERNUM ARTI VISIVE
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